Sempre più processi di produzione si stanno evolvendo in modo massivo in sistemi automatizzati per motivi legati a sicurezza, accuratezza ed efficienza. Come la tecnologia supporti questo sviluppo è dimostrato dalla nuova generazione di controllori di pressione. Questi strumenti sono progettati sia per applicazioni in siti produttivi sia per l’esecuzione di tarature in laboratorio. Le loro prestazioni si evincono, per esempio, nel controllo dei sensori del settore automotive.
Lo sviluppo dei sistemi di bordo degli autoveicoli sta aumentando in modo significativo. Essi controllano tutte le funzioni critiche come la potenza del motore, il consumo di carburante, il controllo dei gas di scarico, la sicurezza e il comfort di marcia. Per alcuni veicoli la connessione in rete e la comunicazione verso il mondo esterno fanno già parte del loro “cervello” elettronico. Le misure necessarie ai vari controlli vengono fornite da un’ampia gamma di sensori diversi. In un autoveicolo vi sono, in media, 100 di questi “sensi” integrati a bordo. Essi possono includere sensori di pressione che devono assolvere a diversi compiti , dal controllo della pressione dei freni fino alla misura delle pressioni nel condotto di aspirazione.
Da quando l’Unione Europea ha fissato un impegno vincolante per adattare i nuovi veicoli all’utilizzo di sistemi elettronici per il controllo della pressione degli pneumatici la necessità di sensori di pressione è aumentata molto velocemente. I sensori per l’industria automotive e per altri settori industriali sono prodotti di massa che vengono realizzati usando processi automatizzati.I cambiamenti di cui necessitano i costruttori di motori e i requisiti di legge dei costruttori di autoveicoli per il miglioramento della sicurezza e la riduzione dell’impatto ambientale stanno portando i costruttori e i loro fornitori verso un’ulteriore digitalizzazione e lo sviluppo di nuovi e, più performanti, sensori.
I campi di pressione, i tempi di salita del controllo, l’intercambiabilità del sensore e la precisione sono tutti studiati per garantire la massima flessibilità. Il funzionamento tramite l’intuitivo touchscreen assicura il controllo delle prestazioni dello strumento senza alcuna perdita di tempo. L’interfaccia operatore dei controllori WIKA della serie CPC, ad esempio, deriva dalla tecnologia nata per gli smartphone. E’ possibile programmare tutti i parametri importanti con solamente pochi click grazie a chiare e definite voci di menu. In caso di processi in -line e batch i sensori sono prodotti in quantità enormi.
I controllori WIKA, ad esempio, controllano la pressione di prova, a seconda del modello, in pochi secondi e sono in grado di effettuare tarature con una precisione fino allo 0,008% del valore misurato. E’ infatti possibile impostare lo strumento per un utilizzo permanente con brevi tempi di controllo. Tuttavia, si è visto che un tempo, ad esempio, di tre secondi è più veloce della sequenza della maggior parte dei processi produttivi.
In più, ad elevate velocità la tecnologia di controllo può raggiungere i suoi limiti fisici. La frequenza di apertura e chiusura delle valvole a solenoide produce usura: le conseguenze sono imprecisioni e costi per la risoluzione di eventuali guasti. WIKA utilizza un sistema di controllo a stadio multiplo. Esso divide la pressione in diversi gradi di forza e quindi si ottiene un carico ridotto. L’usura dovuta al funzionamento continuo si riduce e la vita media del dispositivo aumenta di conseguenza.
Un sistema con valvola a spillo brevettato, installato nel controllore high-end CPC8000, permette il funzionamento quasi senza usura. Lo spillo in ceramica non è influenzato dalla temperatura e la sua posizione viene sempre mantenuta con precisione da un motore con controllo High endpasso-passo. La precisione e la stabilità sono i più importanti criteri da considerare per l’utilizzo di un controllore in produzione. La “manipolazione di massa” dei pezzi in prova richiede solo parte delle prestazioni raggiungibili dallo strumento, anche se comunque significativi. L’attuale generazione di strumenti, tuttavia, si differenzia principalmente per poter essere utilizzata in una moltitudine di funzioni. Lo stesso modello può, ad esempio, essere usato anche per effettuare tarature. L’utente deve solamente inserire i parametri corretti: non sono necessari ulteriori software o driver. A sua volta, questo porta alla razionalizzazione dei processi di controllo.
Nella produzione di sensori le pressioni di prova cambiano solamente dopo lunghi intervalli di tempo. La situazione è invece diversa nel caso dello sviluppo dei sensori o della configurazione dei prototipi nell’industria automotive.
Prima della fase di test del “muletto di sviluppo”, quindi del nuovo modello di veicolo, occorre tarare tutti i sensori. Di conseguenza i controllori devono essere in grado di registrare i diversi campi di pressione: dal sistema di condizionamento dell’aria, ai compressori fino al circuito frenante. I moderni controllori sono pertanto progettati in modo che il costo complessivo possa essere accorpato in un unico strumento.
controllore di pressione modulare
Il controllore modulare WIKA C PC 6050, ad esempio, copre un campo di pressione standard fino a 210 bar e misura con una precisione fino allo 0,01%. Può essere dotato fino a due canali indipendenti, ognuno dei quali può montare fino a due sensori di pressione interni. Come opzione entrambi i canali possono essere disponibili simultaneamente tramite un’unica uscita. La commutazione tra i due canali è automatica e permette all’utente di sfruttare un ampio campo di pressione di 400:1.
 
L’ampiezza delle prestazioni metrologiche non è l’unica caratteristica che permette un’alta efficienza. Il design dei modelli CPC6050 e CPC8000 semplifica in modo significativo l’operazione di ri -taratura: i sensori possono essere intercambiati tramite uno sportello apribile, lasciando lo strumento stesso installato nel rack. Nel caso di un processo che necessita una pressione di prova costante l’utente può utilizzare semplicemente un secondo sensore intercambiabile già tarato in modo da limitare a soli pochi minuti il tempo di fermo del controllore. In questo caso il costo di ri -taratura dello strumento, che solitamente è richiesto dopo un anno, è sicuramente più economico rispetto ad altri strumenti. Infine, è sufficiente inviare al laboratorio di taratura il solo sensore e non l’intero controllore.


LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here